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Luca Bigi: “Vedo un’Italia matura e senza limiti”

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06.03.2026

RugbyingClass di Umberto Piccinini

All Blacks e Inghilterra sono, per ora, le due “incompiute” per la nazionale di rugby italiano. Nessuna vittoria degli Azzurri. Veri e propri tabù. A volte il sogno assumeva consistenza, pareva prendesse forma, quasi lo toccavi poi si sgonfiava, sfuggiva per un niente. Mai oltre questo. Vero, ci sarebbe un pareggiuccio a Roma, 15 a 15, nel lontano 1986 ma in un incontro mezzo “sconsacrato”. Un match giocato sì ma contro non proprio la prima squadra inglese, anche se poi lo era, quindi mai formalizzata oltre la Manica. Insomma, le cose che accadono nel Mondo Ovale. Sabato 7 marzo, ore 17,40, nella penultima del Sei Nazioni, Roma accoglierà i “bianchi” d’Inghilterra. E’ il trentatreesimo tentativo ufficiale contro i “Sassenach “ e il computo dei punti è quel che è. Ben quattrocentoquattro in attivo, a fronte di milleduecentosettantuno in negativo. Cosa vogliamo pretendere, il gioco l’hanno inventato loro! Quando è nata la nazionale italiana, 1929, loro bazzicavano già i terreni del rugby da oltre un secolo. Sicuramente uno scontro di grande interesse, il ventisettesimo del Sei Nazioni, e non mancheranno indicazioni da e per entrambe le parti. Asserire che si giocano tutto un Torneo non è sproporzionato. Appaiate in classifica, ambedue con una vittoria su tre partite giocate, dovranno attestare quanto valgono. Contro la Rosa d’Inghilterra, i cui petali paiono avvizziti, gli Azzurri avranno la possibilità di conseguire un “salvacondotto” dal valore storico. Mentre l’Inghilterra, restia a perdere l’integrità, stravolge la formazione, Gonzalo Quesada muove il meno possibile nello scacchiere. Fuori l’estro di Ange Capuozzo, per infortunio, sarà il nerbo di Pani a vestire la maglia numero 15. C’è il rientro di Nacho Brex, dopo un lungo congedo per motivi familiari, e si riforma la coppia di centri con Menoncello. Garbisi&Garbisi, Paolo e Alessandro, in mediana a menare ritmo alle danze con Fusco a disposizione. La gradita novità è in panchina. Si rivede per la prima volta in questa edizione del Torneo, la matura competenza, e il piede, di Tommaso Allan, a dar manforte al gruppo. Niente male!

Luca Bigi, trentaquattrenne, reggiano, di professione tallonatore con variopinta esperienza internazionale e rincasato nelle file dello sfavillante Valorugby di Reggio Emilia. Comincia a “spingere” della natia Reggio Emilia. Quindi otto mesi a Richmond sulle rive del Tamigi, una stagione a Viadana, una a Padova. Dieci anni in Pro12/URC dividendosi fra Treviso e Zebre Parma. Quarantotto........

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