Lovaglio escluso dal cda del Monte dei Paschi
Il protagonista dell’operazione del Mps per l’acquisizione di Mediobanca sarà escluso da nuovo Cda del Monte dei Paschi di Siena. Un colpo di scena inaspettato, dove l’affaire Mps-Madiobanca ha il sapore di un vero e proprio romanzo giallo. Dopo l’esclusione da parte del comitato nomine dell’Ad Luigi Lovaglio dalla lista per il nuovo board di Mps, il suo successore potrebbe essere Fabrizio Palermo, attualmente a capo di Acea in scadenza ad aprile. Insieme a lui i principali candidati sono l’ex Co-Chief Operating Officer di Unicredit Carlo Vivaldi e l’ex ministro Corrado Passera. La nuova lista di candidati stilata dal Comitato nomine, composto dal Presidente Domenico Lombardi, Alessandro Caltagirone, Paola De Martini, Renato Sala, Francesca Paramico Renzulli, è maturata a seguito di un confronto piuttosto teso, che ha visto Lovaglio svantaggiato a causa delle indagini della Procura di Milano sulla “questione Mediobanca”, assieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al numero uno di Delfin Francesco Milleri. Il Cda del 4 marzo ha escluso Lovaglio dalla lista di 20 nomi (dai 26 proposti dal comitato nomine) approvata per il nuovo board di Mps e dal futuro di Monte dei Paschi di Siena, nonostante sia stato lui a foggiarlo. Contestualmente sono stati indicati i nomi dei tre candidati, che se la giocheranno nell’Assemblea del 15 aprile, mentre è stato confermato Nicola Maione come presidente del Gruppo. Lovaglio è tra i registi principali dell’operazione che ha portato la Banca senese a scalare Mediobanca. La scelta di dire addio al manager sarebbe arrivata dopo due giorni di confronti ‘tesi’, secondo quanto riporta Milano Finanza. Sulla decisione di non includere Lovaglio nella lista avrebbe pesato Oltre l’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, avrebbe pesato la divergenza con il socio Francesco Gaetano Caltagirone sul ruolo di Mediobanca, che il costruttore romano avrebbe lasciato quotata in Borsa. Lovaglio ha messo a punto un piano che passa dal delisting di piazzetta Cuccia, con la ‘newco’ Mediobanca che mantiene in pancia la partecipazione del 13,2% in Generali. Ma la presentazione di Lovaglio non è stata apprezzata da mercato e analisti. L’elenco di candidati è stato depositato il 5 marzo e sarebbero già arrivate a Siena le prime osservazioni della Bce, con due lettere inviate a tutti i consiglieri, la prima recapitata mercoledì 4 e la seconda nella sera di venerdì 6 marzo, la Vigilanza della Bce ha sollevato rilievi sulla selezione della rosa presentata dal board uscente. Gli interventi entrano nel merito sia dei criteri di eleggibilità sia dei regolamenti applicati e chiedono la conferma degli impegni industriali presi. Sarà un mese interessante e particolarmente teso dato che da Francoforte la Banca Centrale Europea manterrà il binocolo puntato sull’antica banca senese. Ora non basterà più l’endorsement del tesoro e una certa competenza, ma i criteri di selezione dovranno essere rafforzati in quanto a sapienza tecnica in finanza, governance, regolazione e digitale. A livello teorico, pensare che Lovaglio venga ripescato non si può escludere, dato che comunque, può ancora contare sulla sua lista di azionisti capeggiati da Giorgio Girondi, oltre agli uomini di Delfin e Assogestioni. Inoltre, secondo la nuova legge Capitali il 40% dei 15 consiglieri dovrà essere donna, tre posti riservati alle minoranze e la lista del Cda deve ottenere due terzi dei voti. Sembrerebbe proprio favorevole nei confronti dell’attuale amministratore delegato, che all’epoca del........
