Italia tra i Paesi industrializzati con il maggiore peso del fisco
L’Italia resta uno dei Paesi industrializzati con il maggiore peso del fisco sul lavoro, ma nel 2025 spicca con una delle riduzioni più significative del prelievo, in controtendenza rispetto agli aumenti prevalenti. Questi dati emergono dal rapporto annuale ‘Taxing Wages’ dell’Ocse riportato dal Sole24Ore. Nel 2025 il cuneo fiscale, la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall’azienda e la retribuzione netta, ovvero l’insieme di tasse e contributi previdenziali versati per un lavoratore single con un salario medio in Italia, è diminuito al 45,8% dal 47% del 2024. Nell’Ocse nel suo insieme, il cuneo medio è invece aumentato di 0,15 punti percentuali al 35,1%, il livello più alto dal 2016. L’Italia si piazza al quinto posto tra i 38 Paesi aderenti all’Organizzazione, dietro a Belgio (52,5%), Germania (49,3%), Francia (47,2%), Austria (47,1%). Il ‘paradiso’ del cuneo resta la Colombia con un dato pari a zero, perché i lavoratori single con un salario medio non pagano imposte sul reddito personale e i contributi previdenziali e sociali non sono obbligatori. Segue il Cile (7,5%) e hanno un fisco light anche Nuova Zelanda (20,8%), Messico (21,7%) e Svizzera (23%). Tra gli altri big, gli Usa sono al 30%, il Canada al 32,1%, il Regno Unito al 32,4% e il Giappone al 33,1%. Nell’area Ocse, tra il 2024 e il 2025 il cuneo fiscale per il lavoratore single é salito in 24 paesi, é diminuito in 11 ed é rimasto invariato in tre. L’Italia ha segnato uno dei cali più consistenti, pari a -1,21 punti percentuali, dietro a Lettonia (-1,44 punti al 40,1%) e all’Australia (-1,67 al 27,9%). Come spiega il rapporto, in Italia il principale fattore della diminuzione è stata la sostituzione dell’aliquota ridotta temporanea per i contributi previdenziali dei dipendenti con due nuovi crediti d’imposta, ovvero il nuovo sistema di detrazioni Irpef introdotto dalla Legge di bilancio 2025. Nell’Ocse l’aumento maggiore del cuneo (pari a 2,45 punti percentuali al 32,4%) si è registrato nel Regno Unito ed è in parte dovuto a un aumento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e in parte al fenomeno del fiscal drag, ovvero l’effetto per cui le aliquote fiscali effettive aumentano meccanicamente quando i parametri dei sistemi fiscali non vengono adeguati all’inflazione. Incrementi superiori a 1 punto si sono........
