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Giorgio Ruffolo, il socialismo della qualità e dell’economia ancora attuale

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27.07.2026

Tra i grandi intellettuali del socialismo italiano del secondo dopoguerra, Giorgio Ruffolo occupa un posto particolare

Tra i grandi intellettuali del socialismo italiano del secondo dopoguerra, Giorgio Ruffolo occupa un posto particolare. Non fu soltanto un economista di alto profilo, un dirigente pubblico o un ministro dell’Ambiente: fu soprattutto un pensatore riformista che cercò di conciliare crescita economica, giustizia sociale, libertà individuale e sostenibilità ambientale. In un’epoca segnata dall’alternativa tra dirigismo statalista e liberismo senza regole, Ruffolo elaborò una terza via autenticamente socialista, europea e liberale, fondata sulla convinzione che il mercato rappresenti uno strumento prezioso, ma che debba essere orientato dalla politica democratica verso finalità collettive. La sua riflessione nacque dall’esperienza concreta delle istituzioni economiche italiane ed europee. Dall’Ufficio Studi della Banca Nazionale del Lavoro all’Organizzazione europea per la cooperazione economica, fino alla collaborazione con Enrico Mattei all’ENI e al Ministero del Bilancio, Ruffolo sviluppò una conoscenza diretta dei meccanismi dell’economia moderna. Questa formazione gli consentì di evitare tanto le astratte costruzioni ideologiche quanto il pragmatismo privo di visione.

Il cuore della sua elaborazione fu la programmazione democratica. Per Ruffolo, programmare non significava........

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