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L’economia può essere al servizio delle persone? La parola a Guido Grossi

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23.06.2026

Sabato 19 giungo abbiamo avuto la fortuna di trovare la disponibilità di Guido Grossi presso l’evento Neutralia a Teatro India. Ne nasce una breve intervista circa temi di attualità economica. Grossi, con oltre tre decenni di expertise nella finanza presso BNL a partire dal 1981, è oggi reperibile su FB o con articoli su energieincomune.com. Il cuore del progetto è un’economia al servizio delle persone, ça va sans dire. Si tratta di aumentare il potere di acquisto, attuare politiche etiche e solidali, promuovere forti comunità locali nel territorio e riportare nuovamente nel gioco una partecipazione attiva dei cittadini.

L’evento alla quale presenziava riguardava la neutralità dell’Italia, ovvero il distacco da quelle istituzioni sovranazionali che ne influenzano molto la politica e ne sopprimono la crescita economica. L’economia creativa delle nuove forme di cosiddetta ‘usura’ fa sì che il debito di 300 mila miliardi non si potrà mai ripagare ma che il sistema intende farlo pagare dai cittadini. Come durante la pandemia, la costituzione viene rimessa da parte. All’art. 47, la Costituzione recita: “La Repubblica incoraggia e protegge il risparmio in tutte le sue forme; inoltre, vigila e disciplina l’esercizio del credito per garantire la stabilità del sistema finanziario”. In pratica, il sistema pensa meno ai cittadini, tutelando più i crediti del sistema finanziario.

Parliamo di come sta cambiando il denaro con le valute digitali… Questo cambiamento riguarda gli aspetti materiali della moneta. Da decenni vi è in corso la smaterializzazione del denaro come lo conoscevamo. Il denaro è un’illusione ed in epoca contemporanea vi è una presa in giro che è sempre più riuscita. In questo processo c’è chi ha sempre controllato la produzione del denaro, stampare carta, solo che adesso la finanziarizzazione si è slegata, sono lacci che si sciolgono gradualmente.

In che senso? All’inizio questa transizione non si percepiva bene. Se non si parla di qualcosa, è come se non esistesse. Oggi iniziamo a prenderne coscienza. Tuttavia, chi gestiva in alto sapeva bene di aver organizzato un passaggio di consegne. Ossia, il trasferimento della ricchezza dalle grandi aziende pubbliche sotto controllo politico vincolate da un legame democratico di partecipazione. Ad esempio, la Banca d’Italia un tempo era al servizio dei cittadini.

E oggi come siamo messi? La finanziarizzazione diventa il progetto che traghetta la CEE in UE, mettendo il divieto alle banche di prestare soldi a enti pubblici di stati membri, tenendo gli stati fuori dall’economia. Questa è un’idea anglo-americana che rende forte il mondo bancario slegato dalla politica.Priva così allo stato, ma non ai cittadini, la moneta. Da lì in poi tutte le politiche che conseguono vanno a favore delle corporations e dei miliardari. Si vede, no?

Eventualmente che si può fare per invertire la rotta? Abbiamo una massa di soldi enorme, smisurata, senza senso. Mentre dal Covid in poi si è smesso in un certo senso di parlare di soldi. Chi ha avuto questi soldi non vuole “distruggerli” bensì distruggere il nostro “credito”. Infatti,........

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