Intervista alla senatrice Raffaella Paita. Le pericolose oscillazioni del governo
"Siamo sotto la media UE in termini di crescita. La pressione fiscale è aumentata, il debito pubblico è da record, la produzione industriale a ribasso ha recuperato qualcosa solo di recente"
Senatrice, la ringraziamo per questa disponibilità. Partirei, a grandi linee, da cosa sta succedendo in politica di questi tempi? Questa fase politica è molto complicata per via sia delle crisi geopolitiche internazionali, sia delle scelte dei singoli stati. Bisogna avere un serio polso della situazione mondiale e autorevolezza prima di tutto circa le grandi criticità. Una critica al governo attuale è quella di aver oscillato sulla collocazione, prima come zerbini sovranisti di Trump, per poi oggi ritrovarsi dove anche questo rapporto si è frantumato. Ci vuole una postura più autorevole e in grado di costruire ciò che serve all’Europa con vista duratura a partire dalla difesa. C’è da riprendere il discorso dell’eliminazione del potere veto. La Meloni è passata dai tempi della subalternità a una fase che tutt’ora non vede il veto come una priorità. Invece, occorre un’Europa più scattante e autorevole. Le istituzioni vengono fatte con delle scelte, come l’elezione diretta del presidente UE, eliminazione del veto e le politiche comuni.
Spesso il senatore Renzi con i suoi interventi punzecchia il governo sul tasto dell’economia. La realtà i cittadini non la ipotizzano a tavolino, con il PNRR agli sgoccioli, la vivono quando mettono mano nelle proprie tasche. L’altro giorno il Sole24Ore dava i dati del FMI, Pil mondiale al 3% UE sotto 1% e l’Italia come fanalino allo 0,5%. Se togliamo la crescita dall’equazione, la società si va traghettando verso un’economia “steady-state”, quindi da gestire su ambiente, stabilità del Pil e maggiore redistribuzione del welfare, e tale gestione la renderebbe diversa da economie stagnanti. Come vogliamo muoverci quindi senza una vera e propria crescita? Le critiche del Senatore Renzi sono oggettive non strumentali, esse fotografano ciò che lei citava. Siamo sotto la media UE in termini di crescita. La pressione fiscale è aumentata, il debito pubblico è da record, la produzione industriale a ribasso ha recuperato qualcosa solo di recente. Tutti indicatori che se sommati all’ inflazione, con i costi quotidiani, descrivono una situazione di seria difficoltà. La stabilità se non cambia la qualità della vita e non aiuta con temi come la sanità serve a poco come riforma. A questo proposito, ieri sono usciti altri dati del Sole24 circa la rinuncia alle cure. Il sistema sanitario mostra difficoltà e risorse insufficienti. Le persone si curano meno poiché i privati hanno un costo. Si può continuare a dire va bene ma non è la realtà. Tocca invertire la rotta. Stiamo così a prescindere dal PNRR, altrimenti la situazione sarebbe più grave. Per risolvere bisogna diminuire la pressione fiscale, investire sul serio. Il PNRR è stato usato per fare cose non essenziali. Toccava puntare più su sanità, infrastrutture e trasporti, energia e competitività. Invece si sono tralasciate per contentini locali. Le energie alternative e rinnovabili sono state tutte piantate perché le procedure di semplificazioni per l’eliminazione della burocrazia erano insufficienti. Poi c’è la........
