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Cacciari, con l’IA siamo alla vigilia di scelte radicali

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17.09.2026

Un nuovo modello di società in termini di forti diseguaglianze. Intervista a Massimo Cacciari sull’IA

Basta vedere come un gesto della mano nel traffico abbia molte implicazioni e possibili interpretazioni. Perché, per dirla con gli aforismi di Oscar Wilde, “la verità è raramente pura e mai semplice” (dall’importanza di chiamarsi Ernesto).

Abbiamo avuto l’opportunità di sentire il Professor Massimo Cacciari, docente universitario di filosofia e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Uno che ragiona con la propria tesa. Il tema, l’IA che sta cambiando la società contemporanea. Gira che ti rigira, il tema dominante è quello: nelle commissioni scolastiche, nell’Enciclica, nelle tattiche militari e nella gara per accaparrarsi la finanza globale tra oligarchi e corporativisti in lotta. I rischi sono enormi, stando alle preoccupazioni degli stessi “tech billionaires”.

Da docente navigato, come vede l’IA e il suo impatto sul sociale oggi? Si tratta di una rivoluzione complessiva che investe tutti i settori determinanti dello sviluppo per l’uomo: la biologia, la medicina, dalla formazione all’amministrazione, sino al diritto. È l’affermazione universale di un modello di intelligenza con una capacità di calcolo straordinaria e su tale base cresce sempre di più sino a definire i modelli stessi di innovazione e sviluppo. Si tratta di macchine progettate per porre esse stesse i problemi e rispondervi, con capacità autonome e mutanti che vanno al di là di coloro che le hanno prodotte. Si tratta di una forma di innovazione che rientra e determina la nostra esistenza.

Quali potrebbero essere le ricadute in termini di abilità, o disoccupazione e declino, lavoro in genere? L’IA è praticamente irreversibile e accelera incredibilmente la riduzione del lavoro necessario in ogni settore, con conseguenze che saranno drammatiche se non governate. Si tratta di una riorganizzazione complessiva della nostra vita. In alternativa, siamo a un bivio dove si rischia seriamente un sottosuolo di precari (e/o persone assistite) e l’Olimpo di coloro che dirigono finanziariamente e scientificamente il processo innovativo sempre più accelerato. Gli effetti che ne deriveranno ricadranno su........

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