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Giordano: Oltre i sondaggi: il valore del consenso costruito nei territor

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27.06.2026

L’esperto analizza i sondaggi, strumento utile. Poi spiega “Avanti PSI è di certo numericamente più consistente di quanto ci dicono i sondaggi”

Ogni tornata elettorale riapre lo stesso dibattito: i sondaggi fotografano davvero il consenso dei partiti oppure rischiano di sottostimare alcune realtà politiche, soprattutto quelle più radicate nei territori? È una questione tornata d’attualità anche dopo le recenti elezioni amministrative e regionali, con diverse forze politiche che rivendicano risultati superiori rispetto alle percentuali attribuite dalle rilevazioni nazionali.

Ma quanto sono affidabili oggi gli strumenti demoscopici? Come sono cambiate le metodologie di ricerca nell’era dei social network e dell’opinione pubblica digitale? E quale peso hanno il radicamento territoriale, gli amministratori locali e le liste civiche nella costruzione del consenso?

Ne abbiamo parlato con Domenico Giordano, spin doctor, analista politico e socio di Arcadia, società specializzata in comunicazione strategica, analisi dei dati e ricerca demoscopica, per comprendere come leggere correttamente i sondaggi e quali sono oggi i limiti e le potenzialità delle rilevazioni elettorali.

Negli ultimi anni si moltiplicano le contestazioni ai sondaggi politici da parte di forze che rivendicano un consenso maggiore di quello rilevato. I sondaggi sono ancora uno strumento affidabile per misurare gli orientamenti degli elettori?

Lo sono assolutamente. Solo che scontano da sempre un difetto percettivo che poi li espone alle critiche ex post: il risultato della ricerca è la fotografia di una condizione che quando viene comunicata è già passata, fornisce l’indicazione di una tendenza che può sia rafforzarsi che esaurirsi del tutto. Qual è la mutazione rispetto al passato che impone cautela e che ha portato negli ultimi anni a contestarne l’affidabilità? È la velocità con la quale oggi le tendenze, che sono diventati trend, si presentano e passano e questa accelerazione ha investito anche il dibattito pubblico e la formazione dell’opinione pubblica che online cerca informazioni e fonti e sempre online manifesta la propria idea. A maggior ragione quando poi si tratta di opinioni che maturano nel periodo elettorale. A farne le spese della digitalizzazione della quotidianità è la ricerca demoscopica che si è fatta sempre più prudente, per quanto lo ripeto affidabile nella sua metodologia. Per........

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