Da Berlusconi a Vannacci, la parabola della destra
Per anni la politica italiana ha inseguito Silvio Berlusconi. Lo si contestava, lo si criticava, lo si combatteva, ma era lui a dettare l’agenda, il linguaggio, i temi del confronto.
La sua era, i tentativi erano quelli, una destra liberale, europeista, garantista, che faceva della leadership personale la propria forza e che, pur tra mille contraddizioni, cercava consenso attraverso una visione politica.
Oggi il quadro è profondamente cambiato. La destra italiana non produce più una sintesi politica: rincorre chi urla di più. E quel riferimento rischia di diventare Roberto Vannacci.
È una regressione culturale prima ancora che politica.
Non è solo la proposta delle classi differenziate per gli alunni con disabilità, che ha ferito il principio di inclusione conquistato in decenni di civiltà. Non sono soltanto le posizioni sui diritti civili, che sembrano guardare con nostalgia a un Paese nel quale qualcuno aveva meno diritti........
