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La forza non paga

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19.06.2026

La forza non paga, a ulteriore dimostrazione di come questa affermazione possa essere valida e concretizzarsi oggi più che mai, nonostante esistano i mezzi più brutali e sofisticati per esercitare la forza, è il risultato delle cosiddette trattative USA-Iran, sbandierate da Trump come una vittoria, specialmente dopo l’ultimo bombardamento del 10 giugno.

Se infatti analizziamo nei dettagli i singoli punti discussi ed approvati, notiamo che, non solo il regime iraniano esce rafforzato da questo confronto militare, ma che per di più gli USA debbono arretrare dalle loro posizioni.

Innanzitutto risalta il fatto che gli USA, in base all’accordo, devono ritirare la loro presenza militare dalle basi che stanno intorno all’Iran, compresi i loro missili, con evidente spostamento degli equilibri militari per i paesi della zona che saranno portati ad avere altri referenti per tutelare la loro difesa

I soldi iraniani congelati nelle banche estere, torneranno in patria, per la precisione 12 miliardi prima dell’accordo e altri 12 a trattative concluse, non è prevista alcuna intesa sul nucleare come Trump avrebbe voluto, legando ad essa gli accordi per la riapertura dello stretto di Hormuz, in Libano il cessate il fuoco dimostra che nessuno è stato capace di tutelare la incolumità e l’interesse dei libanesi, come l’Iran e che Netanyhau ha dovuto fermarsi di fronte alle minacce di Trump che lo sta palesemente mollando anche se con le dovute cautele date le numerose lobbies sioniste che lo hanno finanziato.

Lo stretto sarà riaperto senza pedaggi, come prima, e senza sanzioni petrolifere che verranno revocate, così come ogni blocco militare nei confronti dei porti iraniani

Tutto ciò è sufficiente per smascherare le fanfaronate di Trump il quale dopo avere addirittura........

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