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Giustizia, non giustizieri

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20.07.2026

In questi giorni il caldo intenso non sembra bastare, dato che pare ci si debba ulteriormente “accalorare” per la vicenda di un gioielliere condannato per omicidio volontario, ampiamente strumentalizzata dal Governo e dalla Presidente del Consiglio.

I fatti sono ben noti, il gioielliere, una volta rapinato, si è messo ad inseguire e a sparare per strada ai suoi rapinatori, uno è morto colpito alle spalle, un altro per terra è stato freddato dopo essere stato ferito, un altro ancora, pur ferito, è riuscito a fuggire.

La pistola del gioielliere e corpo del reato, pare fosse detenuta illegalmente perché egli era stato condannato in precedenza per minaccia a mano armata e, come si sa bene, in questi casi, avviene il ritiro immediato di tutte le armi e del porto d’armi contestualmente.

La pena prevista per l’omicidio volontario è 30 anni di galera, che corrispondono all’ergastolo, ma lui è riuscito ad ottenere uno sconto di pena con attenuanti, riducendo così la pena a 14 anni. Il gioielliere è un settantenne, per cui il giudice potrebbe valutare la possibilità di scontarla ai domiciliari, oppure mediante dei servizi sociali, a ciò si aggiunge un notevole risarcimento pecuniario. Una vicenda questa, che dovrebbe essere piuttosto chiara, se non che il solerte personaggio, prima improvvisatosi giustiziere, si è mostrato poi nei social, ovviamente senza mostrare un minimo di pentimento, come una vittima di un sistema che tende a privilegiare le ragioni dei criminali su quelle degli onesti cittadini, e come si sa, i social sono la gran cassa di ogni corbelleria che un cittadino possa sparare alzandosi ogni mattina, e seguendo l’umore del momento, senza nemmeno risponderne con una identità chiara.

Come se non bastasse, questa triste vicenda è stata cavalcata senza ritegno alcuno da questo governo, impegnando in prima persona il Presidente del Consiglio e chiamando pure in causa il........

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