L’Europa o la barbarie
Il saggio di Carlo Calenda “Difendere la Libertà” invoca un Risorgimento europeo contro l’epoca di sopraffazione di autocrati e tecno-capitalisti
Quello che Carlo Calenda prospetta nel suo ultimo saggio “Difendere la libertà. L’ora dell’Europa” (Piemme edizione) è qualcosa di simile al meccanismo fondamentale che lo storico inglese Arnold Toynbee applicava alla storia delle civiltà e definiva come “challenge and response”: sfida/risposta. Già Holderlin, con un linguaggio più poetico, aveva detto “là dove c’è il pericolo, lì cresce ciò che salva”. Ora di pericoli attorno a noi quanti ne vogliamo… L’Ordine Liberale che sembrava dovesse “arbitrare” il mondo attraverso il braccio secolare americano si è dissolto segnando l’inizio di una nuova era di violenza e sopraffazione di cui sono protagonisti Trump, Putin (e con più sagacia strategica) Xi. Dal punto di vista psicologico – nota Calenda – si è diffuso un sentimento collettivo di rancore dovuto al fatto che la prosperità della globalizzazione non è finita nelle tasche della classe media, ma ha alimentato l’ascesa di mega miliardari che aspirano a instaurare una sorta di feudalesimo high-tech capace di soppiantare le forme del consenso democratico e dello Stato regolatore. Sono i vari Thiel, Musk che come nota l’autore con una efficace formula “controllano il sistema nervoso del mondo” segnando il passaggio dal “capitalismo democratico”, che nel Novecento ha reso possibile una straordinaria espansione della base del benessere, a un “capitalismo predatorio” sempre più oligarchico. Di fronte a questa degenerazione arriviamo a un bivio, che – parafrasando un celebre motto della Luxemburg – potrebbe essere definito come “europeismo o barbarie”: senza un’Unione integrata e forte, il nostro destino sarà la........
