Invincibili? La geopolitica russa tra guerra cognitiva e paura del contagio occidentale
Dietro il mito della invincibilità russa, la paura che l’esempio di una “Ucraina europea” contagi i giovani di Mosca e San Pietroburgo. La guerra di propaganda è una disperata trincea contro il futuro
Esiste un terreno in cui l’apparato di Mosca appare formidabile: è quello della propria narrazione. Pensiamo allo slogan ampiamente diffuso “La Russia non ha mai perso una guerra”. Il mito della “Russia invincibile” ovviamente non appartiene alla storiografia, ma alla propaganda. Gonfiare l’immagine della propria potenza fino a mostrarsi come invulnerabili è un meccanismo arcaico, persino biologico, che precede l’uomo: basti pensare agli animali che gonfiano la pelliccia per simulare dimensioni maggiori e intimorire l’avversario prima della lotta. Una vera e propria “guerra cognitiva” primordiale, specchio di quanto abbiamo visto accadere nei mesi passati sui nostri media, dove noti accademici o persino alti graduati in pensione –fatto ancor più grave per chi ha vestito la divisa – si sono affacciati agli schermi televisivi e nelle finestre social non per offrire analisi complesse, ma per eseguire veri e propri atti di propaganda per conto di una nazione straniera. Se però ripuliamo il campo dalla nebbia........
